IMPRENDITORIA FEMMINILE
Orientamenti politici e progetti per supportare l'imprenditoria femminile
La promozione e il sostegno per favorire la partecipazione delle donne alle attività economiche, in modo da determinare anche uno sviluppo più equilibrato dell'occupazione e del sistema economico generale, risultano essere tra le priorità che indirizzano l'azione sia dell'Unione Europea, sia di conseguenza quella degli Stati membri, che concretizzano poi tali priorità in interventi specifici sviluppati a livello regionale, provinciale e comunale.
In questa direzione si inserisce lo sforzo compiuto dalla Regione Lombardia che, coerentemente con le strategie definite a livello europeo e nazionale, si è in questi anni orientata a sviluppare iniziative per favorire l'ingresso e una più attiva partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Si ricordano a tal proposito "I programmi regionali per la promozione dell'imprenditoria femminile", attivati in concomitanza con l'apertura dei bandi (il 4°, il 5° e il 6°) della Legge 215/92, la Legge Regionale 1/99, il cui bando è stato riaperto nell'aprile 2009, creata per valorizzare e sostenere "...l'avvio di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo, con particolare riferimento ...alle iniziative proposte da donne..." e l'Osservatorio "LeI - Lavoro autonomo e impresa al femminile", progetto che ha inteso fornire un panorama completo del lavoro autonomo e imprenditoriale femminile in Lombardia, grazie all'utilizzo e all'integrazione di diverse fonti statistiche usate in parallelo, ma "lette" in un'ottica di genere.
Anche a livello locale sono in questi anni aumentate le occasioni e le opportunità destinate al mondo femminile, non solo sul piano dei corsi di formazione, professionale o continua, realizzati anche grazie ai fondi FSE, ma anche per la maggiore attenzione, dimostrata da parte delle istituzioni, nei confronti dell'imprenditoria femminile in senso generale.
La Camera di Commercio di Bergamo dal 2000 ha istituito il proprio Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile e rappresentano un'opportunità per aspiranti o neo imprenditrici anche i progetti "Incubatore d'Impresa", struttura promossa per supportare la progettazione e il lancio di nuove iniziative imprenditoriali, lo Sportello Orientamento creato nell'ambito del progetto Crisalide e gli sportelli del progetto "Punto In.Formativo dell'Impresa Donna", operativi all'interno di 5 Associazioni di Categoria del territorio provinciale.
Dati statistici nazionali e provinciali imprenditoria femminile
Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere, nel 2008 Bergamo si è confermata l'ottava provincia italiana per tasso di crescita delle imprese guidate da donne: le aziende femminili sono infatti aumentate, nel periodo 2007-2008, dell'1,49%, portando a 19.030 le imprese "in rosa" registrate a fine 2008 (erano 18.750 a fine 2007). Si tratta di aziende spesso di piccola-piccolissima dimensione, attive soprattutto nel commercio, nelle attività immobiliari, nel settore manifatturiero, nei servizi sociali e personali, nella ristorazione e nell'agricoltura.
L'imprenditoria femminile è cresciuta anche a livello nazionale nonostante i venti di crisi: tra dicembre 2007 e dicembre 2008 sono state circa 3.000 le nuove aziende attive (crescita dello 0,23%), che hanno portato a un milione e 400 mila le imprenditrici italiane. Il tasso di femminilizzazione, poco più basso del 25%, è stato particolarmente elevato nel terziario e soprattutto nei servizi pubblici, sociali e personali (46,2%), nella sanità (40,4%), nella ristorazione e nel campo alberghiero (32,5%); sono cresciute in maniera significativa le iniziative femminili in settori tradizionalmente maschili, come quello delle costruzioni (+8,5%), dell'energia (+36%) e delle attività immobiliari (+6,8%), che comprende anche il noleggio, l'informatica e la ricerca. Per quanto riguarda la forma giuridica delle imprese femminili, sono aumentate rispetto al 2007 sia le società di capitali, che rappresentano il 14% del totale delle aziende femminili, sia le società di persone, che hanno raggiunto il 22,7%; la ditte individuale resta comunque la forma giuridica prevalente scelta dalle imprenditrici italiane (61%).
Se ci si sposta a livello regionale, 1 impresa su 5 risulta gestita da donne: infatti in Lombardia le imprese femminili rappresentano 20,46% del totale delle imprese registrate (valore a fine 2008).
Allegato statistico 2008
Per informazioni:
Silvia Campana
e-mail: campana@bg.camcom.it
tel. 035/3888011
